domenica 22 dicembre 2024

LA SEDIA VUOTA

Cara Mamma,

so che non potrai leggere queste mie righe, ma scriverle per me è come dialogare con te, perchè so che tu mi puoi sentire. Sono solo poche settimane che ci hai lasciato ed il dolore del distacco è ancora grande, sopratutto ora che si avvicinano le festività Natalizie e la tua sedia sarà vuota.

Cerco di tenermi occupata, per evitare che la mia testa arrivi sempre in quei pensieri, ma è difficile perchè ogni cosa, mi ricorda di te, anche nelle piccole cose quotidiane che mi hai insegnato, le nostre telefonate giornaliere. Quante volte ho preso in mano il telefono per chiamarti o detto a Gloria che non ti avevamo ancora sentito, ma poi mi rendevo conto che tu il telefono in paradiso non c'è l'hai.

Ti ho voluto proteggere da una verità, sdrammatizzando, cambiando discorso, ma tu sapevi bene quello che stava succedendo e a tua volta eri tu che proteggevi noi a quello che sarebbe accaduto. Perchè dentro te sentivi l'evolversi della malattia. Tu avevi ben chiaro cosa avresti voluto in questa circostanza e noi abbiamo fatto e faremo ogni tua scelta, certi che non saranno a tutti gradite (chissenefrega)

Abbiamo vissuto queste ultime settimane in modo intenso, io e te e le nostre confidenze notturne, abbiamo riso, chiacchierato, pregato, quasi se il nostro rapporto fosse in continuo cambiamento. 

Indelebili gli ultimi giorni, quando il tuo cuore lottava in un corpo che oramai si era arreso ed io impotente al tuo fianco. Venerdì notte, con Yiruma di sottofondo, ti ho confidato e salutato, affidandoci a Dio, pregavo.

Da quella notte credevo di essere pronta a lasciarti andare, ma quando sabato sera ti sei arresa, seppur fossi sollevata della tua finita sofferenza,anche io sono crollata.

Quanto mi manchi mamma, ringrazio il mio senso senso per aver registrato una nostra conversazione notturna, non sai quante volte già ho riascoltato la tua voce. 

Ma stai tranquilla, tu sai che mantengo sempre le promesse e quelle fatte a te le porterò a termine con maggior orgoglio. Ora dammi il tempo per ammortizzare e poi il sorriso non sarà più di convenienza, ma di gioia.

Ciao Mamma!





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