giovedì 6 novembre 2025

Giubileo Giovani… nulla vien per caso!


L’esperienza del giubileo resterà impressa nel cuore e nell’anima. Le chiamo le esperienze indelebili, quelle che entrano a far parte del bagaglio della propria vita.

È difficile raccontare le sensazioni, le emozioni provate, ci si prova, perché chi non le vive non può capire a pieno.

In tutto questo però alla base ci deve essere la fede, quella vera, quella che quando chiama, tutto vien da se, senza domande, solo la certezza che un Dio esiste, basta saper aprire le porte del cuore ed affidarci a Lui. Nulla vien per caso quando credi.

In questo pellegrinaggio ho avuto modo di vivere questo, da Casale Monferrato, a Tor vergata.

Siamo partiti col pellegrinaggio organizzato dal CVS (centro volontari della sofferenza) lunedì 28 luglio, in pullman da vari paesi bergamaschi e bresciani, sulle orme del Beato Luigi Novarese,(fondatore del CVS) in direzione Casale Monferrato, sua città natale.

Siamo stati accolti dalla comunità dei silenziosi operai della croce di Casale e dal parroco, da subito sembrava di essere a casa. Al mattino seguente, dopo aver celebrato la S. Messa nella chiesetta all’interno del casale, siamo partiti per andare a visitare il Duomo, dove ci attendevano il sindaco e l’assessore.

Nel pomeriggio poi siamo andati in pellegrinaggio a piedi da Villareggia a Moncrivello per poi terminare la giornata con la cena, ospiti della comunità al Trompone, dove abbiamo festeggiato il compleanno del Beato (111 anni) e quello di mia figlia.

Il 30 mattina, dopo aver salutato la comunità, siamo partiti per Roma, a noi si sono aggiunti anche don Thierry e una ragazza di nome Elisabetta.

Anche a Roma siamo stati accolti dalla comunità dei silenziosi e dal gruppo di Bari, venuto a Roma per il giubileo in gemellaggio con noi.

Durante la permanenza nella città romana, abbiamo visitato vari luoghi, tra cui la Chiesa di S.Maria del Suffragio, dove sono presenti le spoglie del Beato, qui abbiamo anche celebrato il momento penitenziale con le confessioni, per poi visitare il suo appartamento.

Nel mattino seguente invece, abbiamo attraversato la porta santa nella Basilica San Paolo fuori le mura, dove, l’11 maggio 2013 era avvenuta la sua beatificazione.

Con l’attraversamento della porta santa, è iniziato il nostro “vero” giubileo, perché poi ci siamo diretti verso Tor Vergata in attesa della veglia col Papa.

Considerando la disabilità di Gloria, io e lei dovevamo partecipare alla veglia del sabato, tornare all’alloggio x la notte, per poi ritornare al mattino seguente per la celebrazione della S. Messa...

ma il giovedì ho avuto la fortuna di conoscere suor Veronica, organizzatrice dell’area disabilità del giubileo. Lei mi fatto alcune domande e poi ha spiegato a me e agli organizzatori del mio gruppo, come aveva organizzato l’area disabilità, alla fine mi ha chiesto cosa volevo fare e da li ho iniziato a piangere (e non solo io) annuendo il mio si con il capo, ci siamo stretti in un abbraccio fraterno.

Lui chiamava anche noi due a vivere l’esperienza notturna a Tor vergata, Lui ci dava la possibilità di vivere l’esperienza come tutti gli altri giovani. In quella notte non c’era la disabilità, c’era Gloria insieme ai suoi coetanei….per noi questo è un grande traguardo di vita e di fede. Quel Si era la mia risposta alla sua chiamata. Seppur fossi titubante x me ( quasi cinquantenne e con diversi acciacchi, temevo di non reggere i ritmi di questi giovani) ero certa che Gloria invece avesse dato il meglio di se per vivere e testimoniare in questo giubileo .

Camminare per la città è stata una cosa magnifica, fiumi di giovani che cantavano, suonavano, ballavano, si salutavano, si percepiva un clima allegro e fraterno.

Inutile dire che anche noi non eravamo da meno, coi canti, lo scambio di saluti, ma sopratutto col nostro inno: “Guarda il sole come splende” . Durante tutti i percorsi, a turno un ragazzo faceva da apripista portando la croce con la bandiera ed i nastri con tutti i nostri nomi. (la croce è stata intagliata da uno dei ragazzi ed era rappresentata come nel logo del giubileo, la croce in alto e l’ancora al fondo)

Sabato verso le 14 del pomeriggio ci siamo diretti verso piazza Cinecittà, dove dovevano fermarsi i pullman, si potevano notare le molteplici navette gialle che facevano spola da questo capolinea alla spianata di Tor Vergata per accompagnare le persone con disabilità, tutti gli altri percorrevano la strada a piedi, era un serpentone umano colorato che si muoveva tra marciapiedi e strade sterrate.

Abbiamo atteso sotto il sole Papa Leone per ore, tra canti, chiacchiere, foto, risate, ma il tempo è volato ed al calar della sera il Pontefice è arrivato e la veglia è iniziata.

Alcuni giovani, in lingue diverse, hanno fatto alcune domande al Papa, domande sull’amicizia, sul coraggio per scegliere, sul richiamo del bene e del silenzio.

Interessante ascoltare sia le domande, che le risposte, che bello vedere tanti giovani insieme con la voglia di capire, imparare, testimoniare e pregare.

Finita la veglia siamo tornati nella nostra area e ci siamo sistemati per la notte. Erano circa le 22,30. Abbiamo cenato, giocato a carte, chiacchierato. Alle due della notte la zona dell’area 1 tower A della spianata era in silenzio, quasi tutti si erano addormentati, l’aria iniziava a diventare fredda, l’umidità si faceva sentire e…. ha iniziato a piovere, fortunatamente solo per un quarto d’ora.

Prima delle 7 di domenica mattina ci siamo incamminati per tornare nella zona adiacente al palco, dove veniva poi celebrata la S. Messa.

Chi l’avrebbe mai immaginato che con oltre un milione di pellegrini presenti, suor Veronica ha chiesto a Gloria se voleva partecipare alla S. Messa in prima fila, come dirle di no.

Con noi davanti anche altri 4 amici in carrozzina e alcuni accompagnatori.


Che emozione!!!!


Abbiamo trascorso una settimana di cammino spirituale e non solo, di condivisione, di preghiera, di scelte, di km a piedi e di nuove amicizie per riscoprire il dono della speranza.

In questo cammino abbiamo conosciuto più a fondo la vita e i luoghi del Beato.

Fino ad oggi ne avevo sempre sentito parlare, ma avere la possibilità di fare il pellegrinaggio sulle è stato arricchente.

Mi avevano detto che il carisma del Beato Luigi Novarese è vedere nell’ammalato non solo una persona da sostenere ed accudire ma anche un testimone di speranza per le persone costrette ad attraversare l’oscuro tunnel del dolore e più frequento il cvs, più ho la certezza che aveva ragione.

Spesso mi ringraziano per la testimonianza che faccio, ma in realtà la vera testimone è mia figlia. Lei che ogni giorno con la sua disabilità, la sua voglia di vivere e la sua sofferenza, trasmette la sequela di Cristo. Lei è un dono per me e per le persone che incontra, io la considero una vera portatrice di speranza.

Anche durante questo pellegrinaggio ha trasmesso tanto, basta saperla conoscere in intimità dell’anima. Per qualcuno potrebbe essere un nonnulla, ma per le persone che la conoscono una grande testimonianza. Lo ha fatto a Casale, lo ha fatto con suor Veronica, con don Domenico, con don Thierry e con le persone che ha incontrato in questa bellissima esperienza… e ve ne voglio raccontare uno in particolare.

Premettendo che Gloria non è in grado di svolgere nulla fisicamente, lei è in sedia a rotelle, è in ventilazione respiratoria h24 tramite tracheotomia, non parla con la voce, ma si fa capire. E’ una persona solare.


Prima della partenza per Roma, siamo entrati nella camera dove il Beato Novarese è nato per fare un’ultima preghiera. Appena entranti in stanza lei si è commossa ed è stata così finché non siamo uscite. Una volta uscita dalla stanza il suo sorriso è ricomparso sul suo volto.


Posso solo provare ad immaginare cosa lei abbia provato in questa situazione, ma ho la certezza che si sia messa in comunione con lui , come ho la certezza che qualcuno dall’alto l’ha aiutata a superare ogni difficoltà vissuta in questa settimana per poter “reggere” tutto il programma giubilare.


GRAZIE a Dio, a Gloria e al Beato Luigi Novarese per alimentare la speranza e la fede dentro me!

martedì 29 aprile 2025

Il giorno successivo alla risalita al cielo di Papa Francesco, inaspettatamente ho ricevuto una telefonata, era stato dato il mio nominativo ad una giornalista , la quale mi chiamava per chiedermi se me la sentivo di essere intervistata essendo stata da Papa Francesco.
Inutile dire che emozionata ho accettato.
Molte cose sono custodite nella mente e nel cuore, solo alcune, presa alla sprovvista sono riuscita ad raccontare.
Il 23 aprile, una parte di quella intervista è stata pubblicata.

Sono passati più di dieci anni ma al solo pensiero scendono ancora le lacrime per un momento che verrà custodito eternamente nell'anima. Elena Ferrari e la figlia 28enne Gloria, affetta da una grave disabilità, hanno partecipato nel 2013 alla Giornata delle Famiglie in Vaticano: un'esperienza indimenticabile in cui hanno potuto toccare con mano l’umanità di Papa Francesco. <<Eravamo aggregati alla parrocchia di Borgosotto, ho avuto la fortuna di finire in prima fila e di avere così un contatto diretto con Lui - racconta con commozione la madre -. Mia figlia è sulla sedia a rotelle e non parla. Quando ha visto il Papa, ha spalancato la bocca per salutarlo: lui ha fatto lo stesso gesto, le ha dato la benedizione e un bacio. Si metteva sempre alla stessa altezza dei deboli, sapeva esprimere come nessun altro il calore verso di loro>>. Indescrivibile la felicità di Gloria, rimasta ad ascoltare il discorso del pontefice senza un cenno di stanchezza o sofferenza. <<Le parole che ci ha allora sussurrato ci danno la forza per andare avanti - prosegue Elena -. Normalmente Gloria, dopo qualche ora in carrozzina, ha bisogno di sdraiarsi; ricordo tuttavia che, in attesa della visita, è rimasta per ore seduta e sorridente, senza lamentarsi. Alle famiglie ha ricordato di volersi bene gli uni verso gli altri vivendo in semplicità ed umiltà. La famiglia é il luogo dove si impara ad amare e condividere.Una mia amica aveva chiesto al Vaticano di acquistare una pergamena da regalare a Gloria in occasione del diciottesimo compleanno: inizialmente risposero che non era possibile, poi scrissi personalmente una lettera a Papa Francesco e Lui mi accontentò. Ora è incorniciata a casa nostra>>. Madre e figlia a luglio hanno in programma un altro viaggio, destinazione Vaticano, in occasione del Giubileo dei Giovani: questa volta ad accoglierle ci sarà un altro Papa ma il ricordo di quel gesto sarà sempre con loro.


LaboratOriamo … “secondo tempo”

 Con l’inizio del nuovo anno, a grande richiesta, abbiamo ripreso il 19 febbraio il laboratorio della creatività. Un bel gruppo di bambini delle elementari, il mercoledì pomeriggio si è ritrovato in oratorio per svolgere lavoretti creativi, in un clima famigliare ed educativo, con la supervisione di p. Giovanni e l’aiuto di alcune volontarie (Daniela- Giusi). I primi incontri hanno avuto come tema il carnevale, i piccoli artisti hanno preparato delle simpatiche e colorate mascherine, dei festoni e degli addobbi, con cui poi abbiamo abbellito il nostro oratorio in tutto il periodo carnevalesco. Mentre a marzo si sono impegnati con il lavoretto dedicato alla festa del papà, per poi proseguire con quello dedicato alla Pasqua.

In contemporanea con il laboratorio di creatività, si è svolto anche il laboratorio del cucito, alcune ragazze si sono impegnate ad imparare il ricamo. Daria, Maria e Francesca con pazienza hanno insegnato loro come fare.

L’ultimo mercoledì oltre al lavoretto, abbiamo voluto fare una merenda tutti insieme, per salutarci. Alcuni di loro già hanno chiesto quando il LaboratOriamo avrebbe ripreso, han detto che a loro piace partecipare.

Sono stati sette incontri impegnativi, ma allo stesso tempo belli.

L’allegria, la vivacità, la simpatia di questi bambini ha riempito il nostro oratorio ed i nostri cuori.

giovedì 13 marzo 2025

... E CARNEVALE SIA ...

 

Febbraio è il mese del carnevale, in molti organizzano feste, sfilate, eventi ed anche noi non ci siamo risparmiati.

Quest’anno abbiamo pensato di fare non solo la festa in maschera per i bambini, nel classico giorno del martedì, ultimo giorno di carnevale, ma abbiamo voluto organizzare all’interno dell’oratorio un evento aperto a tutte le famiglie.

In pochi giorni dalla diffusione della locandina eravamo già sold out!

L’evento si è svolto sabato 1 marzo, i nostri baldi volontari hanno preparato questo evento dividendosi i compiti, coinvolgendo anche vari gruppi della parrocchia.

Ognuno sapeva cosa fare, gli addobbi carnevaleschi per abbellire l’oratorio sono stati preparati dai bambini che stanno frequentando il laboratorio parrocchiale di creatività, l’animazione musicale è stata affidata al gruppo giovani, mentre i volontari hanno pensato alla cena.

Già alle 17 alcuni volontari si sono trovati in oratorio per preparare le ultime cose, prima che la festa iniziasse; chi alla friggitrice, chi alle prese con la griglia e la carbonella, chi a preparare la zona bar… e il tempo trascorse troppo velocemente…

Abbiamo aperto l’oratorio alle 19.00, tra una risata e l’altra, un commento, una battuta, abbiamo accolto tutti i partecipanti.

Che bello vedere i travestimenti, alcuni anche irriconoscibili, quanto mascherati fossero, ah dimenticavo, essendo il tema della serata il carnevale, ogni partecipante all’evento doveva indossare qualcosa a tema oppure travestirsi completamente.

Ecco, alle 19.45 la cena era pronta e tutti si son seduti in un momento di condivisione, noi volontari ci siamo assicurati che tutti abbiano avuto il proprio pasto… Al momento del dolce la mia tensione ha iniziato a diminuire, la parte più impegnativa della serata era andata …

Alle 21 circa, con la musica di sottofondo, è iniziata la sfilata delle maschere, prima la categoria bambini e poi quella degli adulti. Alcuni sfilavano con leggerezza , altri con un briciolo di vergogna, ma l’animazione ha reso tutto bello e divertente.

Si sono proprio impegnati nei travestimenti : pagliacci, dj, poliziotti, pirati, rulli lava macchine, Sig. Olio, sig. dollaro, insomma, una vasta gamma di maschere originali e simpatiche.

La serata è stata proprio coinvolgente, si cantava, si ballava, si rideva… proprio un peccato dover dire che l’orario della festa era quasi al termine.

Dopo aver sistemato il tutto, credo fossero le 23 quando abbiamo spento le luci, chiuso il cancello. Noi turnisti ci siamo salutati condividendo la buona riuscita di questa festa in maschera e la soddisfazione di aver visto queste famiglie trascorrere una serata insieme, divertendosi.

Sono contenta di poter far parte di questi fantastici volontari.


Vi aspettiamo al prossimo evento!


mercoledì 29 gennaio 2025

VAI IN PELLEGRINAGGIO A LOURDES ?!

 Spesso capita di sentire la battuta di andare a Lourdes se qualcosa nella vita non sta andando come vorremmo, ma ci siamo mai chiesti in realtà perché sarebbe bello andarci?

Lourdes è conosciuto in tutto il mondo, per la Vergine Maria nostra madre, per i suoi miracoli , per la grotta e l’acqua miracolosa. Ma non c’è solo questo a Lourdes, là puoi trovare altri luoghi dove poter pregare : la Basilica di Nostra Signora del Rosario, la Basilica dell'Immacolata Concezione, la Chiesa di Santa Bernadette. Possiamo anche ammirare e pregare la via crucis sulla montagna chiamata Espelugues … e tanto altro. 

E’ meta di tanti pellegrini che giungono in questo luogo per chiedere una guarigione, un sollievo dalle proprie sofferenze e non solo, è meta anche per le persone che vivono o vorrebbero vivere situazioni spirituali e personali diverse dalla vita quotidiana, prendendosi una pausa per rifocalizzarsi sull’essenziale. 

Il pellegrinaggio lo si può fare in solitaria oppure in gruppo, io consiglio in gruppo, perché si vivono momenti molto belli di condivisione, ma allo stesso tempo si ha la possibilità di ritagliarsi spazi personali. Io ho impiegato parecchi anni prima di farmi convincere a partire e col senno di poi mi dico perché ho aspettato tanto. Ma credo che nulla viene al caso. Adesso dico che se si ha la possibilità è giusto partire. (non parlo solo della parte economica) 

Sono partita timorosa ma curiosa, alla scoperta di quella bellezza che tutti raccontavano. Il primo viaggio a Lourdes è stato nel 2018, si viaggiava ancora in treno, con mia figlia in barellata. Già in stazione sembrava di entrare in una realtà diversa alla normalità, tutti si salutavano contenti di rivedersi, pronti per vivere nuovamente l’esperienza del pellegrinaggio. Quanta fratellanza avvertivo in questa esperienza, che bello. In poco tempo mi son sentita parte di questa grande famiglia, qui tutti si aiutano in tutta tranquillità e dopo tanto tempo mi sono ritrovata uno spazio tutto mio….. SI, tutto mio! 

Mi sono ritrovata a fare cose senza che me ne accorgessi, o senza averle premeditate, ma erano cose bellissime tra me e Dio, attraverso nostra Signora di Lourdes. In questo santuario di grande ricchezza spirituale ho avuto la possibilità di pregare con il cuore in mano, aprendomi come mai avevo fatto, è stato molto arricchente per la mia crescita spirituale. 

Da questa esperienza ho portato a casa un bagaglio molto grande: questo luogo ha messo da parte la mia quotidianità, dando spazio alla fede e alla riflessione. Vedere come i pellegrini, sempre col sorriso, senza una lamentela donano la loro sofferenza alla Madonna mi ha fatto realizzare come mia figlia Gloria affronti il suo dolore sempre col sorriso ed entusiasmo rendendola una vera pellegrina come loro. 

Avrei ancora molte cose da raccontare di Lourdes, ma termino qui, con un GRAZIE al CVS e a tutte le persone che ogni anno organizzano e lavorano per il pellegrinaggio e a tutti voi dico… 

PREPARATE LE VALIGIE!!

giovedì 16 gennaio 2025

ALLA RICERCA DELLA FELICITA’…


Ieri sera, mi trovavo nel salone della canonica, con un gruppo di parrocchiani alla lettura condivisa del vangelo della domenica. Una decina di persone, di varia età e professione.

Solitamente io non amo parlare in pubblico, per la scarsa memoria, ho difficoltà nel elaborare un discorso, preferisco scrivere o leggere ed è per questo che molte volte mi limito ad ascoltare.

Dopo un momento di preghiera e la lettura del Vangelo, ognuno liberamente è invitato a condividere cosa lo ha colpito nella lettura: una frase, un avvenimento. Oppure può condividere alcune domande inerenti al Vangelo. Il sacerdote, dopo aver ascoltato ogni condivisione, fa una dettagliata spiegazione del brano, cercando poi di dare risposta, dove possibile, alle domande che gli sono state formulate.

Solitamente fare condivisione su questi brani, ci porta all’attualizzazione ai nostri tempi.

Ieri si analizzava il vangelo di Giovanni, le nozze di Cana di Galilea, l’inizio dei segni compiuti da Gesù.

Sono emerse tante cose, ma quella ripetuta più volte è stata la mancanza di gioia, la ricerca della felicità.

Si sono condivisi diversi pensieri su questo argomento, non equivalenti tra loro al punto di chiedermi: “cosa significa felicità per me”?

provo a scrivere ciò che avrei condiviso ...

Secondo me la felicità non è quell’oggetto che desideri da tempo, non è potere, non è denaro, ma è un sentimento che
va vissuto.

Quando il cuore esplode dalla gioia, anche per le piccole cose del quotidiano, questo ritengo sia felicità.


Quando riesco ad aiutare chi è in difficoltà, questo è felicità!

Quando a fine giornata, magari in quella giornata andata storta, trovo comunque qualcosa di positivo, (perché credetemi che lo si trova sempre) questa è felicità!

Posso concludere dicendo che alla fine se guardiamo dentro di noi la felicità esiste, basta saperla riconoscere.

E FESTA SIA ...

 

Il salone del campo sportivo di Borgosotto si è vestito a festa!!

Due mattine di preparativi per i ragazzi e gli educatori del centro diurno disabili La Sorgente, si perché oggi, martedì 10 dicembre , si è tenuto il pranzo di Natale con tutte le famiglie dei ragazzi.

Le tavole imbandite con tovaglie marroni e decorazioni natalizie, frutta e fiori di carta fatti rigorosamente da loro. Anche l’atmosfera attorno era natalizia, dagli addobbi alle finestre all’albero di natale, dalla musica all’abbigliamento e accessori.

Al pranzo c’erano anche due ospiti speciali, il musico terapista dei ragazzi in veste di animatore musicale/cantante e sua moglie in veste di fotografa. Che dire, un evento preparato in tutti i minimi particolari.

I ragazzi sono sempre molto contenti ed emozionati di questa giornata, perché è occasione di stare tutti insieme, come una grande famiglia, per chiacchierare e raccontarsi di come svolgono le loro giornate, ma anche per poter dimostrare che anche loro sono capaci di preparare una festa per i loro cari.

Per pranzo ci hanno servito come primo le lasagne alle verdure, di secondo un gustoso arrosto accompagnato da dalle patate… con tanto di bis.

A fine pasto, come dolce, non potevano mancare il panettone e il pandoro.

E’ risaputo che durante i pranzi di Natale, alle famiglie piace intrattenersi col gioco della tombola ed oggi, anche qui, era stata organizzata una ricca tombola.

Tutti attenti sulle proprie cartelle, impazienti di poter dichiarare la loro vincita.

C’è chi è andato a casa ricco di premi e chi no, ma è il gioco.

Nessuno però se ne è andato a mani vuote, perché come ogni anno, le educatrici donano ad ogni famiglia un dono preparato con le loro mani e la loro fantasia.

Finita la tombola ogni ragazzo è tornato a casa coi propri famigliari, mentre lo staff del cdd ed alcuni volontari hanno riordinato la location.

Un caloroso grazie a tutte le persone che hanno reso possibile questo evento, un grazie di cuore al CSO e alla parrocchia che hanno ospitato gratuitamente tutti noi.

domenica 22 dicembre 2024

LA SEDIA VUOTA

Cara Mamma,

so che non potrai leggere queste mie righe, ma scriverle per me è come dialogare con te, perchè so che tu mi puoi sentire. Sono solo poche settimane che ci hai lasciato ed il dolore del distacco è ancora grande, sopratutto ora che si avvicinano le festività Natalizie e la tua sedia sarà vuota.

Cerco di tenermi occupata, per evitare che la mia testa arrivi sempre in quei pensieri, ma è difficile perchè ogni cosa, mi ricorda di te, anche nelle piccole cose quotidiane che mi hai insegnato, le nostre telefonate giornaliere. Quante volte ho preso in mano il telefono per chiamarti o detto a Gloria che non ti avevamo ancora sentito, ma poi mi rendevo conto che tu il telefono in paradiso non c'è l'hai.

Ti ho voluto proteggere da una verità, sdrammatizzando, cambiando discorso, ma tu sapevi bene quello che stava succedendo e a tua volta eri tu che proteggevi noi a quello che sarebbe accaduto. Perchè dentro te sentivi l'evolversi della malattia. Tu avevi ben chiaro cosa avresti voluto in questa circostanza e noi abbiamo fatto e faremo ogni tua scelta, certi che non saranno a tutti gradite (chissenefrega)

Abbiamo vissuto queste ultime settimane in modo intenso, io e te e le nostre confidenze notturne, abbiamo riso, chiacchierato, pregato, quasi se il nostro rapporto fosse in continuo cambiamento. 

Indelebili gli ultimi giorni, quando il tuo cuore lottava in un corpo che oramai si era arreso ed io impotente al tuo fianco. Venerdì notte, con Yiruma di sottofondo, ti ho confidato e salutato, affidandoci a Dio, pregavo.

Da quella notte credevo di essere pronta a lasciarti andare, ma quando sabato sera ti sei arresa, seppur fossi sollevata della tua finita sofferenza,anche io sono crollata.

Quanto mi manchi mamma, ringrazio il mio senso senso per aver registrato una nostra conversazione notturna, non sai quante volte già ho riascoltato la tua voce. 

Ma stai tranquilla, tu sai che mantengo sempre le promesse e quelle fatte a te le porterò a termine con maggior orgoglio. Ora dammi il tempo per ammortizzare e poi il sorriso non sarà più di convenienza, ma di gioia.

Ciao Mamma!





mercoledì 2 ottobre 2024

MAMMA & CAREGIVER

 

In questi ultimi anni si sente spesso la parola caregiver, ma sappiamo di cosa si tratta nella realtà? Se dovessimo chiederlo alla gente, credo che la maggior parte delle persone risponderebbe: “è la persona, famigliare, che si occupa di un disabile”.

Questa risposta, seppur vaga è corretta, ma ci aggiungerei altro…

Il caregiver (dall’inglese “colui che si prende cura”) è colui che si prende cura gratuitamente, di una persona cara, bisognosa di assistenza a lungo termine in quanto non autosufficiente, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Spesso il caregiver è un famigliare, come nel mio caso una mamma, che ha dovuto abbandonare il proprio lavoro per dedicarsi alla persona cara.

Io ho iniziato ad imparare a fare la mamma di una figlia disabile quando avevo 19 anni, sì, perché finché tua figlia è minorenne sei considerato genitore, poi, il giorno successivo al compimento della sua maggiore età, diventi caregiver e le decisioni che dovresti prendere per lei, non le fai più tu, ma il suo amministratore.

Spesso l’amministratore di sostegno di una persona con disabilità è il famigliare che se ne è preso cura fino a quel giorno, di conseguenza, si è caregiver a livello pratico e amministratore a livello burocratico. Per essere amministratore bisogna fare domanda (la può fare sia un parente, sia una persona estranea) al tribunale di appartenenza e dopo verifiche da parte del giudice assegnato, in seguito alla idoneità del richiedente ed al nullaosta dei famigliari del disabile, si esegue giuramento in tribunale ed il giudice ti nomina amministratore e ti comunica i doveri da rispettare. Questo incarico porta un pochino di ansia, non in quanto alle decisioni, ma alla parte burocratica che bisogna svolgere e una volta all’anno presentare al giudice. (obbligatorio)

Lo stato riconosce al disabile delle agevolazioni, ma non riconosce nessun compenso alla figura del caregiver o del genitore che deve svolgere l’assistenza gratuita al disabile. Questi aiuti non nego facciano comodo a livello finanziario (perché le maggior agevolazioni sono volte ridurre le spese), ma nessuno si pone la domanda se queste persone (caregiver o genitore) abbiano bisogno anche solo di un supporto psicologico? O di poter “staccare la spina” e riposare? Mai nessuno delle “cariche alte” me lo ha mai chiesto.

Il sostegno che si riceve, spesso è dagli amici, dai parenti o addirittura dalle persone che vivono la tua stessa situazione, ovvero vivere con un disabile.

Qual è il mio compito da caregiver? Provvedo alla cura e all’igiene personale, alla somministrazione di farmaci, alla somministrazione dell’alimentazione, all’assistenza notturna, all’assistenza ospedaliera qualora venga ricoverata, l’accompagno alle visite mediche. Mi occupo anche della gestione materiali sanitari e delle rispettive ditte fornitrici, l’alimentazione artificiale da ritirare, ci sono poi gli appuntamenti da prendere per i controlli dei macchinari, per le visite, la farmacia, le spese, ed altro ancora..

Ma non ho solo il compito di prendermi cura della sua salute: porto mia figlia alle iniziative parrocchiali, al CVS (centro volontari della sofferenza), al Centro Diurno per Disabili, alle feste, perché a lei piace stare a contatto con le altre persone: queste uscite favoriscono a lei l’integrazione sociale e sono una “valvola” di sfogo per me.

Essere un caregiver non è facile: molte volte la persona che si prende cura del famigliare non si può permettere di stare male (sia fisicamente che mentalmente), spesso non riposa abbastanza per riprendere le forze per la nuova giornata, non ha giorni di riposo o di vacanza.

Nonostante il mio ruolo richieda un impegno a tempo pieno, sono riuscita a coltivare alcune mie passioni, come suonare la chitarra, lavorare come volontaria all’oratorio, le attività al CVS (che coinvolgono anche i famigliari dei disabili), il volontariato e qualche uscita: devo comunque gestire queste attività in base a mia figlia alla persona che per qualche ora mi sostituisce (spesso Gloria viene con me). La nostra vita viene programmata in base alle sue esigenze, anche se la parola programmazione con noi non funziona granché, perché spesso, quando si decide di fare qualcosa, la salute di Gloria ci fa cambiare i programmi.

Diventare caregiver è stato arricchente alla mia vita, posso definirmi una Mamma, un’infermiera, un’educatrice, un’amica, senza aver fatto studi, ma solo attraverso la pratica e la conoscenza fisica di Gloria. In questi anni ho preso decisioni importanti, il carico di responsabilità non è indifferente, forse più di altri genitori, ma ne vale comunque la pena, perché mi da la possibilità di vivere a pieno mia figlia, nelle sue necessità, nella sua diversità, nelle sue ricchezze, ma soprattutto nell’amore e nelle sensazioni che trasmette.

Fiera di essere MAMMA e caregiver di Gloria da 28 anni, per scelta!

martedì 9 gennaio 2024

FACCIAMO ORATORIO

 

Forse dicembre è il mese più impegnativo dell’anno; dall‘Immacolata al cammino di avvento, al S.Natale e le festività annesse, c’è l’arrivo di S.Lucia, i saggi musicali e di danza, le cene aziendali e quelle coi parenti , le vacanze da scuola, per poi terminare con l’ultimo dell’anno.

Però tutti questi impegni non hanno scoraggiato i volontari dell’oratorio, anzi, in questo mese hanno ideato diversi eventi per coinvolgere grandi e piccini, dando la possibilità di trascorrere momenti di condivisione in oratorio.

Gli eventi di dicembre sono stati numerosi e tutti molto graditi e partecipati.

Abbiamo iniziato con l’evento del “CHOCO MOMENT” il 3 dicembre, evento molto gradito per tutti i golosi. Il salone profumava di cioccolato, perché in quel pomeriggio in oratorio si potevano gustare dolci “cioccolatosi”, la più gettonata è stata la cioccolata calda con la panna montata. Soddisfacente vedere le persone sedute a chiacchierare gustandosi un dolcetto fatto da noi volontari, ma ancor di più, vedere i bambini più piccoli contenti di quello che stavano gustando e sporchi di cioccolato.😋

Il 10 dicembre è stata la volta della “TOMBOLA DI NATALE”, abbiamo dato questo nome perché ogni premio è incartato come se fosse un regalo e come regola lo devono aprire a Natale e non al momento della vincita. Seppur ci sia questa regola è l’evento più gettonato, non so se sono più competitivi gli adulti o i bambini. Alla fine del pomeriggio comunque tutti hanno vinto qualcosa e sono tornati a casa contenti. 🎁

Il terzo evento invece lo abbiamo proposto di sera. Il 16 dicembre abbiamo fatto “SERATA KARAOKE”, inaspettatamente la maggior parte dei partecipanti erano ragazzi e adolescenti, ma ancor più inatteso il repertorio da loro richiesto al responsabile Karaoke. La maggior parte dei brani da loro richiesti erano della generazione degli adulti, così, in un istante, ci siamo ritrovati tutti insieme a cantare. Eravamo così affiatati che non ci siamo resi conto del tempo trascorso insieme e che era arrivato il momento di chiudere l’oratorio.🎤

Ultimo evento di dicembre è stato il pomeriggio del 17 con la premiazione del concorso presepi. Dopo aver guardato tutti insieme il video che padre Giovanni ha preparato con le foto ricevute, raffiguranti i presepi allestiti nelle proprie abitazioni, ha consegnato un attestato ed un regalino a tutti i partecipanti del concorso.



Dicembre è finito, ma l’oratorio non ha chiuso!



Già è iniziato il nuovo anno e approfittando delle vacanze natalizie, i volontari hanno continuato nella loro missione.

Mentre i ragazzi delle medie e superiori erano al campo-scuola invernale con p.Giovanni, p.Paolo ha proposto per i più piccoli rimasti a casa due serate per stare insieme in oratorio guardando un film, ovviamente sgranocchiando popcorn e perché no, magari anche mangiando una pizza prima del film. 🍿

Così, tra una chiamata e un sms, sono arrivate le adesioni e l’oratorio anche mercoledì 3 e giovedi 4 ha aperto. Non solo i bambini hanno aderito a queste due serate, ma anche gli adulti. Nessuno si è addormentato, forse qualche genitore con l’occhio pesante aspettava la fine del film, mentre i bambini ancora super attivi, alla fine del film volevano giocare ancora. Sono state due serate piacevoli per tutti.

Solitamente si dice che l’epifania tutte le feste porta via… invece con l’epifania p.Giovanni, tornato dal campo- invernale, ha avuto l’idea di concludere le vacanze natalizie col “botto”, una bella merenda con pane e nutella. Così, domenica 7 abbiamo aperto l’oratorio con questa proposta. La nutella si sa, attira sempre tutti e anche questa volta possiamo essere contenti delle adesioni. Tra un gioco e l’altro, in allegria, alle 16 abbiamo fatto merenda con fette di pane e nutella, o forse, nutella con le fette del pane. 🍞🍫No n

Partecipare/lavorare a questi eventi è sempre piacevole, è bello vedere tante persone in oratorio, sopratutto bambini, ragazzi e adolescenti che giocano, ballano, cantano, mangiano, riempiono il cuore di gioia. La loro presenza è un piccolo miracolo, è un messaggio del Signore che vuole dirci: Non mollate! Andate avanti! Io sono con voi!


Un grazie immenso a tutti i volontari dell’oratorio che si sono prodigati instancabilmente per la riuscita di tutto, moltiplicando energie ed entusiasmo, Il tutto in un clima di cordialità, comunione e intesa… che hanno annullano ogni stanchezza.

Adesso l’oratorio chiude per qualche settimana, ma presto ritorneremo con nuove proposte.


venerdì 1 dicembre 2023

FESTA AUTUNNALE

 


Con l’inizio del nuovo anno pastorale p.Giovanni si è riunito con noi turnisti dell’oratorio per condividere e valutare le nuove attività oratoriali, oltre al catechismo.

Si cerca sempre di proporre qualcosa che piaccia alle varie fasce di età, dai più piccoli ai più grandi, compresi gli adolescenti e giovanissimi… e dopo varie proposte si è deciso di organizzare eventi in cadenza mensile, dando così modo di ritrovarsi tutti insieme in oratorio.

Per il mese di novembre, visto il clima, si è pensato di proporre una festa per le famiglie, con tema autunnale, cosa più azzeccata se non davanti ad un buon piatto di spiedo e delle caldarroste.

Inutile dire che dopo due giorni che avevamo aperto le iscrizioni eravamo già SOLD OUT.

Alle 19.oo eravamo pronti per accogliere gli ospiti, la “valletta” li faceva accomodare, tra un saluto e l’altro...e dopo poco tempo i 125 posti erano tutti occupati. Alle 19:45 abbiamo iniziato a servire la cena, assicurandoci che tutti avessero ricevuto la propria ordinazione.

Alle 21 abbiamo aperto a tutti la castagnata.

Guardando qua e la, ho notato che seduti attorno ad ogni tavolo c’erano persone sorridenti, allegre, che chiacchieravano tra di loro in tranquillità, mentre i bambini spensierati giocavano tra loro.

Anche se noi turnisti avevamo mansioni da svolgere, non è mancata occasione per scambiare quattro chiacchiere coi presenti.

I nostri baldi giovani volontari hanno preparato questo evento dividendosi i ruoli : addetti agli acquisti, baristi, camerieri,i cuochi e pubbliche relazioni. Ognuno sapeva cosa fare e di conseguenza lo svolgimento della serata è stato scorrevole e continuativo fino alle 22:30 circa, momento in cui la gente è tornata a casa e noi turnisti, tutti insieme, abbiamo riordinato l’oratorio.

Penso proprio che anche questa festa abbia avuto il suo perché, spero che tutti si siano divertiti e che tutti abbiano trascorso una piacevole serata.

Grazie a tutte le persone che hanno partecipato a questo evento e a tutte quelle che hanno collaborato nella realizzazione. Ci vediamo al prossimo evento !






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